






Ed oggi vi parlo di questo:

Uscito ormai tre anni fa, non ero andata a vederlo al cinema per i soliti motivi: il cinema piace solo a me ed ultimamente neanche tanto per via delle scarse idee e del biglietto costoso.
V per Vendetta: anche qui ritrovo un'interprete di un personaggio Starwarsiano Natalie Portman, la Padme Amidala di SW, e sotto la maschera si cela un attore famoso ma se sì lo dirò poi.
Si parla di un giustiziere mascherato, un giustiziere che vuol vendicarsi di torti subiti da sè stesso e dalla popolazione inglese del 2015 (siamo quasi arrivati eh). Egli indossa una maschera di di Guy Fawkes, anarchico che nel 1608 tentò di far esplodere il parlamento di Londra.
Durante il film egli risveglierà dal torpore della schiavitù psicologica della dittatura vigente una ragazzina e contemporaneamente tutta la popolazione. Senza mai mancare d'eleganza e poesia.
Tratto da un noto fumetto (noto a chi è appassionato di fumetti.. non a me) la trama del film ne ha stravolto quella originale. Nel film si vede una storia d'amore cinematografica che nel fumetto non c'è.
Morale: dovrò trovare il fumetto.
Giudizio del film: 9 (nove)
Davvero ben riuscito e la totale assenza di espressività del protagonista, dovuta alla maschera che indossa SEMPRE, mi ricorda quella di Darth Vader. Ed il fatto che l'attore riesca ad esprimersi con la gestualità più che con il viso imprime un valore aggiunto alle interpretazioni oltre che alla trama.
Da vedere tutto d'un fiato.
..Mi legarono alla catena. Sospetto avessero qualche cosa di buono da mangiare e non volessero darne parte al povero Argo. Anna se ne andò senza più guardarmi mentre io le guardai dietro finché non scomparve nella casa sperando si pentisse della sua malvagità. Abbaiai per un po’ cercando di commovere o di disturbare; ma nessuno si curò delle mie lagnanze.
Poi ebbi una sorpresa gradevole e dimenticai le mie sofferenze. Non ero solo alla catena. Forse la stessa buona Anna prima di andarsene per alleviare la mia posizione aveva lasciato accanto a me una vecchia scarpa. Una scarpa odorosa. L’uomo che l’aveva usata doveva aver camminato molto. In un cantuccio della scarpa c’era un chiodino che odorava di sangue rappreso. E non finivo più di rigirare quella scarpa. A poco alla volta capisco che se l’oggetto non è vivo grida e da esso risuona la vita. Vita nemica o amica? Piuttosto nemica. Quando entrano in casa delle persone con scarpe tanto odorose io le scaccio perché sono troppo dissimili dagli odori cui son uso. Mi prende l’ira e mi metto a sbranare la scarpa che resiste. Resiste come se vivesse. Non è facile scioglierne le fibre. Ma ecco che riesco a ficcare il naso in posti prima inaccessibili e subito troneggia un altro odore. Più vecchio ma non meno chiaro. Faccio la pace con la scarpa perché il nuovo odore non è nemico e cesso di sbranarla. Scherzo con essa e le do dei colpettini che la fanno balzare allegra, allegra. Si capisce che sbranare una scarpa simile è come correre libero pei campi. Una vista si alterna con l’altra e non c’è posto alla noia.
A un dato punto la scarpa ricevette un colpo troppo forte e cadde fuori del ristretto spazio cui la catena mi permette di accedere. È perduta per me e rientro nel dolore della schiavitù. Oh! Quando verranno a riprendermi? La scarpa olezza di nuovo da nemica, ora ch’è in salvo.
Quando dopo molte ore la vecchia Anna venne finalmente a liberarmi io non ebbi più voglia di fermarmi alla scarpa. Abbondanti effluvi arrivavano da ogni parte e mi chiamavano imperiosamente. Si vede che per gustare certe cose occorre la catena. Diedi una breve annusata alla scarpa e corsi via.
Purtroppo non ci pensai di riportarla nel posto accessibile quando mi trovo alla catena. Lo rimpiansi il giorno appresso soltanto quando mi trovai di nuovo solitario alla catena. E quando fui libero commisi di nuovo lo stesso errore di cui non m’avvidi che quando ritornai alla catena. Ma pensare alla catena quando si è liberi sarebbe come diminuire la grande gioia della libertà...
E parlando con un'amica che non sentivo da tanto (ma davvero tantissimo) e che aveva a che fare col mio precedente lavoro ho avuto conferma di ciò che sospettavo da tempo ma che non ho mai avuto voglia di approfondire.
A volte il mio intuito mi fa pensare d'essere davvero un jedi. Il fatto che non gli dia quasi mai retta mi fa pensare invece di non essere un buon jedi < Finirà lui ciò che comincia?>
La vita va avanti.. e per fortuna! o forse no? C'è stato un momento ieri in cui avrei desiderato ardentemente che le vite degli alti si fossero fermate ad anni fa.
C'è stato un momento ieri in cui mi sono resa conto che dai 26 ai 31 anni si imposta la vita, in quel momento ho capito che magari la persona che vedevo non era la persona che conoscevo.
Non credo inoltre di avere particolarmente voglia di scoprirlo.

Se via bene all'asilo ti troverai bene per tutta la vita, al lavoro, a scuola, nella vita privata.
Gli atteggiamenti degli adulti non cambiano da quelli dei "dolci" frugoletti e a volte li nascondono anche peggio.
Yoda parlò.


